Aggiornamenti sul compagno Gabriel Pombo da Silva

A tutte x compagnx solidali

Con queste righe vogliamo aggiornare molto brevemente sulla situazione del nostro compagno Gabriel Pombo da Silva.

Da quando si trova nel carcere di León, per la prima volta nella sua vita da prigioniero, in generale si può dire che non subisca aperte provocazioni e che lo stiano lasciando “in pace”. Nonostante questo, alcune settimane fa hanno incominciato a non consegnargli i libri inviati per posta con la vecchia scusa del fatto che non abbiano deposito legale [l’obbligo di depositare una copia di ogni pubblicazione presso istituzioni competenti, ndt] (alcuni ce l’hanno e altri no) e sembra che la corrispondenza sia diventata più lenta mentre, finora, nonostante il controllo delle comunicazioni, ha funzionato abbastanza bene.

Siccome, in ogni invio specifico, il sequestro dei libri finisce con una notifica emessa dal giudice della Vigilanza Penitenziaria, chiediamo a tutti i nostri compagni di non inviare, per posta, libri o pubblicazioni di nessun tipo, solo lettere e cartoline.

La situazione giuridica di Gabriel continua ad essere complicata e, dato il grande lavoro che rimane ancora da fare, non possiamo permetterci di perdere tempo e denaro nel ricorrere contro questo tipo di notifiche (cosa che evidentemente bisogna fare).

Chiunque voglia inviare libri al nostro compagno può farlo spedendoli al seguente indirizzo, specificando che i libri sono per Gabriel:

SOV Toledo CNT / AIT
Calle Río Valdeyernos, 4
45007 Toledo
España

Solo le pubblicazioni con deposito legale, inviate a questo indirizzo, verranno mandate dentro, all’interno dei pacchi, nei giorni di visita.

Il nostro compagno gode di buona salute, buon umore e invia forti abbracci pieni di determinazione ax compagnx solidali e degnx di tutti gli angoli del mondo.
Di seguito l’indirizzo per scrivere a Gabriel:

Gabriel Pombo da Silva
C.P. Mansilla de las Mulas
Place Villahierro
24210 – Mansilla de las Mulas (León)
España

Gabriel Pombo Da Silva è stato trasferito nel carcere di Mansilla de las Mulas

La compagna Elisa ci ha inviato delle informazioni sul compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva, che è già stato trasferito e si trova nel carcere di Mansilla de las Mulas, a León. Anche se non ha ancora potuto parlare direttamente con Gabriel, sa che sta bene e che quello di León è un carcere di «adeguamento» [si tratta dei «Módulo de respeto», sezioni dove i detenuti possono assumere determinate responsabilità all’interno del carcere ottenendo, in cambio, dei «vantaggi», come le porte delle celle aperte durante il giorno], quindi vorranno tenerlo lì per un po’ di tempo.

E’ possibile scrivergli e tenersi in contatto con lui tramite il seguente indirizzo:

Gabriel Pombo da Silva
C. P. Mansilla de las Mulas
Paraje Villahierro
24210 Mansilla de las Mulas (León) — España

Non possiamo dimenticare i nostri compagni in carcere!
La lotta continua!
Libertà per gli anarchici imprigionati!
Libertà per il compagno Gabriel Pombo Da Silva!

In vista dell’imminente trasferimento di Gabriel

In vista dell’imminente trasferimento del nostro compagno anarchico, Gabriel Pombo da Silva, vi avvertiamo che se le lettere gli verranno inviate nella prigione di Badajoz, probabilmente verranno rimandate al mittente o perse.
Gabriel è già stato informato del trasferimento, ma non sappiamo ancora quando partirà, né quanti giorni durerà il trasferimento, per cui vi chiediamo di aspettare fino a quando non esca una dichiarazione che confermi la sua nuova destinazione.
Se le istituzioni penitenziarie e le autorità del carcere non modificano il “copione”, la prigione che lo aspetta è Mansilla de las Mulas a León, anche se sicuramente il trasferimento non sarà diretto e dovrà passare attraverso altre carceri.
Nella prigione di Badajoz, la posta è arrivata a malapena al nostro compagno, per questo motivo è meglio scriverli con lettera raccomandata per poter tracciare e reclamare la corrispondenza.

Questo è l’indirizzo della prigione:

C.P. Mansilla de las Mulas
Paraje Villahierro
Mansilla de las Mulas
24210 – León

Aggiornamenti su Gabriel, giugno 2020 [ITA]

Giovedì scorso, 11 giugno, la Audiencia Provincial, il tribunale che sta alla base della piramide giudiziaria nello Stato spagnolo, ha dimostrato il proprio potere inquisitoriale rigettando la richiesta di annullamento della OEDE (Orden Europea de Detención y Entrega, ossia il cosiddetto mandato d’arresto europeo) che ha visto il nostro compagno di nuovo nelle gabbie di Stato dopo tre anni e mezzo di libertà.

Ricordiamo che, dopo un anno e mezzo di latitanza, Gabriel è stato arrestato lo scorso 25 gennaio in territorio portoghese in base alla suddetta OEDE emessa dal Tribunale n° 2 di Girona (in particolare dalla giudice Mercedes Alcazár Navarro), con la pretesa di fargli scontare altri 16 anni di galera calcolati come pena residua (in risposta alla denuncia di prevaricazione per aver nascosto l’ordine di scarcerazione immediata nel giugno del 2016, cosa che ritardò la messa in libertà di Gabriel, tale giudice ha messo in atto la propria vendetta!).

Dopo tre mesi e mezzo di detenzione preventiva (mesi durante i quali è stata palese la sottomissione da parte del Portogallo alle pressioni del Tribunale n° 2 di Girona e sfacciata la mancata applicazione delle norme europee che avrebbero dovuto permettere la scarcerazione del nostro compagno), il 12 maggio Gabriel è stato consegnato alle autorità spagnole e si trova attualmente nella prigione di Badajoz (Extremadura).

La richiesta di annullamento della OEDE è stata legittimata dall’illegalità di questa stessa OEDE, emessa in piena violazione del «principio di specialità»: uno dei principi basilari del diritto comunitario che stabilisce la proibizione di far scontare una pena anteriore a quella per la quale si viene estradatx, in virtù del quale Gabriel fu scarcerato nel 2016 non dovendo PIÚ scontare nessun’altra pena precedente. Politicamente significativo è il fatto che la Audiencia Provincial che giorni fa ha dato ragione alla giudice Navarro, è la stessa che quattro anni fa diede la ragione al nostro compagno confermandone la scarcerazione (!!!??!!!).

Nel frattempo a Gabriel è stato applicato il regime FIES, in particolare FIES 5, creato per prigionierx con «caratteristiche speciali» (che hanno a che fare, per citare qualche esempio, con delinquenza internazionale, violenza di genere o di carattere razzista o xenofobo, delitti molto gravi che hanno causato grande allarme sociale, terrorismo islamico, fanatismo radicale affine a un’ideologia terrorista… !!?!!). All’interno del regime FIES, gli è stato applicato il 2° grado (potrebbe già accedere ai benefici penitenziari, usufruire di permessi e addirittura della libertà condizionale), e il sistema di censura di tutte le comunicazioni (lettere aperte e lette e colloqui registrati).

Da quando è nel carcere di Badajoz, a parte cinque cartoline dategli dopo qualche giorno dall’arrivo, al nostro compagno non gli è stata più consegnata nessun tipo di corrispondenza nonostante siano numerose le lettere e diversi i libri che gli vengono spediti… niente di nuovo sotto il sole dell´isolamento e della repressione! Tutto questo rappresenta una contraddizione unica finalizzata a provocarlo… il messaggio è: «non sei più il nemico pubblico numero 1 ma sei ancora abbastanza pericoloso, soprattutto a livello ideologico… sei farai il bravo ti daremo delle opportunità»!

Ora che è stato «classificato» e il suddetto tribunale ha emesso la sua sentenza, sappiamo che si sono esaurite le risorse legali perché Gabriel possa riassaporare la libertà adesso; fra non molto tempo sarà trasferito in un altro carcere. L’avvocato farà i dovuti appelli fino a vincere questa lunga battaglia.

Gabriel sta bene di salute ed è forte come sempre… manda un grande abbraccio a tutti gli individui affini e solidali. La solidarietà è un’arma… usiamola… in maniera seria e intelligente!

Libertà per Gabriel! Compagno non sei solo!
Tutti liberx!
Viva l’Anarchia!

Per scrivere a Gabriel:

Gabriel Pombo Da Silva
Centro Penitenciario Badajoz
Carretera de Olivenza, Km 7.3
06011 Badajoz — España

 

Scritti di Gabriel aprile-maggio 2020

Data l´impossibilitá di scrivere un comunicato, che ora piú che mai -a causa della censura- possa uscire dal carcere dove lo tengono sotto sequestro, Gabriel ha voluto che si selezionassero alcune parole -estratte dalle sue ultime lettere- allo scopo di trasformarle in un comunicato diretto a tuttx coloro che lo vorranno leggere. Le lettere in questione, arrivate con estremo ritardo, hanno date che fanno riferimento a un periodo compreso tra l´11 aprile al 20 maggio (in quest´ultima data Gabriel ha scritto l´unica lettera nel carcere di Badajoz dov´é attualmente).

Gabriel manda forti abbracci a tuttx x compagnx che lo stanno sinceramente appoggiando e a tutti gli individui dignitosi che continuano a lottare per la libertá in qualsiasi parte del mondo si trovino.

Libertá per Gabriel!

Libertá per tuttx!

Viva l´Anarchia!

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“… ció che sta succedendo non ha logica, ne´ alcuna norma… é come giocare a una partita a scacchi durante la quale ogni po´ qualcuno vi mette mano e altera la posizione delle pedine… come si puó giocare o vincere una partita cosí? Quali sono le “regole” o i “limiti”? Non posso nemmeno parlare di “Diritto” (indipendentemente da ció che pensi in merito) o appellarmi ai “Diritti” dopo tutto quello che ho vissuto… é per quersto che mi chiedo: visto che non ho alcun “Diritto” quali sono le “regole” di questa lotta? Alla fine la guerra di Stato contro gli individui resilienti
sempre é sporca, senza “regole”…””Rimanere in silenzio é tollerare ció che é abberrante, marcire internamente. É mille volte meglio morire per quello che si crede, si pensa e si sente che stare zittx e ´vivere´ in preda a un stato di terrore. Che vita di merda potrebbe essere mai questa?””Il giorno in cui non esisterá nemmeno piú un solo individuo (e non parlo di leggende mitologiche) in grado di resistere alla mega-macchina autoritaria, la libertá di ognunx sará morta… saremo solo appendici di un sistema che produce esclusivamente alienazione estrema.”
Gabriel Pombo Da Silva

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11 aprile 2020

(…) ho voglia che passi il mese di aprile… in maggio é possibile che vada via da qui. Beh, piú che andarmene, mi portano via… é importante scrivere e parlare con proprietá, je je.

É chiaro che i cambiamenti ci alterano e ci preoccupano sempre peró… sappiamo che qui giá non c´entriamo piú niente (e qui la situazione di reclusione é pesante…) e che la spinta alla mia situazione si deve dare lí… quindi, “serenx o preoccupatx” bisogna cambiare aria.

Non “divagheró” su ció che sará o verrá perché non lo so… non sono nemmeno un uomo di “fede” o credulone; la natura di cui son fatto é stoica. (…)

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Parigi (Francia), attacco incendiario in solidarietà con Gabriel Pombo da Silva

“Parigi, notte fra il 25 e il 26 maggio, avenue René Boylesve. Una BMW di lusso, con targa del corpo diplomatico, brucia.

Gli Stati si coordinano fra loro, al di là delle loro controversie, per sfruttarci. Prendono esempio gli uni dagli altri per sorvegliarci sempre più. Collaborano per reprimere i loro nemici, in particolare quelli e quelle che si battono contro ogni potere.
Un esempio di questa collaborazione fra Stati è l’estradizione del nostro compagno Gabriel Pombo Da Silva dal Portogallo alla Spagna.
Gli auguriamo molta forza e gli mandiamo, con queste fiamme, un piccolo segno di complicità.

La nostra solidarietà non conosce frontiere.
Viva l’Internazionale nera, viva l’anarchia !

Fonte: attaque
Traduzione: insuscettibilediravvedimento

Atene (Grecia) – Quattro attacchi incendiari a domicilio

Atene, Grecia: Rivendicazione di quattro attacchi incendiari a domicilio da parte dei Gruppi Anarchici di Visita Notturna (marzo 2020)

Viviamo nell’era dell’iper-informazione, del costante flusso e della produzione di notizie. Il potere dominante è definito dal controllo del flusso di informazioni e dei big-data. Il controllo della forza umana è ora possibile attraverso la continua analisi dei dati raccolti quotidianamente a partire dalle tracce digitali di chiunque, mirando all’asservimento volontario sotto l’ordine dominante. Queste condizioni imposte sono totalmente differenti e maggiormente riverniciate rispetto agli anni precedenti. La strategia contro-insurrezionale e la repressione preventiva contro i dannati è stata strutturata nel contesto delle nuove tecnologie distopiche, da conoscenze specialistiche e da metodi di indagine e raccolta delle prove ancora più fluidi e complessi.

La costante mappatura dei nostri ambienti anarchici da parte delle forze di polizia, ovvero i procedimenti giudiziari e gli arresti per affissione di manifesti e per gli interventi, o i localizzatori GPS e le micro telecamere posizionate nelle case e nei veicoli dei compagni, mirano al costante arricchimento della banca dati utilizzata dall’infrastruttura statale.

Ancora una volta vediamo una sistematica imposizione di narrazioni razziste e di estrema destra da parte dei media. In tale maniera giustificano l’immagine degli spazi pubblici militarizzati e le schiere di poliziotti che si sparpagliano in ogni strada e piazza. Il soggetto nazionale sta radicandosi negli aridi terreni della propria eredità in declino, sostenendo nuovamente l’ascesa dei neo-nazisti e dei fascisti che si nascondevano sotto l’ombrello del patriottismo e della «frustrazione». Notiamo anche un’intensità crescente nelle loro azioni, insieme allo sviluppo operativo dei mezzi che impiegano, e un equivalennte apparente sostegno da parte dello Stato. Le vigilanza armata dei cittadini di Evros, sotto la tolleranza e la copertura delle forze di polizia, è una tetra rappresentazione del futuro. Tutti coloro che formalmente o informalmente avevano firmato una tregua con il precedente governo a causa della sua presunta mediocrità socialdemocratica, hanno perduto l’«accordo» dopo luglio. Tutti coloro che sostenevano la politica di Syriza per una similitudine ideologica con essa, ora stanno gridando a gran voce, cercando di convincerci che si trattasse del male minore.

Nell’attuale congiuntura storica lo Stato greco sta fronteggiando il nemico interno applicando una intensa strategia, imponendo condizioni di eccezione e dottrine «legge e ordine», erigendo monumenti alla vittoria contro i nostri compagni imprigionati e perseguitati, adoperandosi per l’instaurazione della normalità capitalistica e l’intercettazione di ogni movimento insurrezionale. È nostra responsabilità sviluppare una infrastruttura militante e pianificare attentamente i nostri prossimi passi verso la formazione di un movimento anarchico preparato, capace di ergersi a barricata contro il totalitario attacco capitalista. Negli ultimi mesi, le azioni di insorgenza individuale e collettiva si fanno più frequenti, dipingendo la tela metropolitana notturna con incendi, fragorose melodie di esplosioni e bagliori di cospirazioni riuscite.

Gli attacchi incendiari a domicilio come una delle belle arti

Il quadro della relazione capitalistica dominante non è composto solo da anonime reti di violenza del capitale e dalla incessante riproduzione dei rapporti sociali da queste imposti. Non è composto solo dalla nostra mutilazione mentale, dalla nostra frammentazione, dal ripetuto svolgimento del rituale capitalista all’interno della fabbrica metropolitana che distrugge la nostra memoria, la nostra immaginazione creativa, la nostra identità. Non è composto solo dal dilatarsi del capitale su ogni secondo della nostra vita quotidiana, anche oltre la dimensione lavorativa; un processo di snaturamento che distrugge ogni singola cellula non ancora infetta dal capitale presente nella nostra individualità. La struttura capitalistica è composta anche da esseri umani che ne diventano parte integrante adempiendo ad un ruolo sociale, economico, politico. Essi sono una delle numerose espressioni della brutalità del capitale; sono il suo corpo e la sua voce, i suoi occhi e le sue orecchie, le sue armi che ci prendono di mira, la sua irruenta propaganda.

La strategia dell’individuazione mirata del nemico serve a molteplici finalità politiche e tattiche. Trasferisce la paura e il terrore – coltivato e praticato contro gli oppressi – nelle case dei dominatori, nei luoghi in cui si sentono sicuri e non vulnerabili. Dimostra che quando si è organizzati e si ha la volontà siamo in grado di poterli colpire; dimostra che, quando scegliamo il tempo e il luogo, quando scegliamo la metodologia della guerriglia come strumento di lotta e di conflitto, possiamo essere il fronte del contrattacco contro la strategia contro-insurrezionale dello Stato e del capitalismo. Il ricordare agli zelanti guardiani del mondo capitalista che possono incontrare una decisa resistenza se ci accorgiamo delle effettive proporzioni della guerra sociale, se vivifichiamo le conseguenze materiali che ricadranno a tutti coloro che sono al servizio delle moderne tenebre, è nelle nostre mani.

Se prendiamo la decisione di diventare davvero pericolosi e di organizzare noi stessi, portiamo la guerra nel loro giardino, nella loro vita quotidiana. Poiché, anche se le persone che ricoprono posizioni importanti nella gerarchia autoritaria sono comunque sacrificabili, è sempre di grande importanza politica restituire loro la paura e il dolore psicosomatico che hanno esercitato sui soggetti oppressi. Trasformiamoci nella minaccia che costantemente incombe sulle loro teste; quella che li rende bisognosi di una sicurezza armata per 24 ore su 24, sette giorni su sette, presso le loro case o durante gli spostamenti, di telecamere ad ogni angolo, e infine di un intero apparato di ricerca, prevenzione, raccolta di dati, repressione e giustificazione della loro vergogna. Facciamo sì che questa minaccia dia loro la caccia. I sostenitori attivi della distopica normalità neoliberale sono presi di mira. Sarebbe quindi opportuno che calcolino le loro scelte e le loro parole, rivendicando l’importanza che intendiamo imputare loro contando i loro stessi indirizzi.

Spiegando le nostre radici e le nostre origini nella dimensione pubblica

Ecco da dove proveniamo: dagli appartamenti del miserabile isolamento metropolitano. Dalle fallite crisi di coscienza tentate dai media attraverso il lavaggio del cervello e l’inversione della realtà; dalla cultura di massa del consumismo e della pubblicità che costruiscono pseudo-necessità volte a riempire le tasche dei padroni; dalla repressione delle percosse e dei pestaggi alle stazioni di polizia e durante le proteste, quando decidiamo di opporci al potere; dall’ideologia «non violenta», che non è altro che un umiliante inchino e un invito ai dominanti a continuare il loro operato assassino; dalla depressione, massicciamente diffusa dal capitalismo attraverso la pressione asfissiante, lo stupore virtuale, la degradazione di ogni sano rapporto sociale – con l’intento di fornirci la «soluzione» e guarirci attraverso le droghe psicofarmaceutiche, lasciandoci zoppicanti, inconsapevoli, vaganti vittime della decadenza postmoderna.

Di fronte al violento presente dei nostri tempi, ci rammarichiamo di essere rimasti servi indifferenti e patetici spettatori. Vogliamo contrattaccare; contro le funzionalità di gestione e riproduzione della realtà del capitale, contro il «bellum omnium contra omnes», contro l’individualizzazione e l’antagonismo costante. Vogliamo erigere barricate di resistenza contro uno Stato che fa crescere il nazionalismo e il razzismo; che divide la popolazione in autoctoni e stranieri; che decide per la vita o la morte alle frontiere terrestri o marittime, sotto il suono dei tamburi di guerra e delle urla della fascistizzazione sociale in espansione.

L’anarchia – qui intesa come incarnazione della costante guerra per la libertà – è un monito perenne a chi è al servizio delle istituzioni autoritarie, un monito che può essere percepito come una vendetta da compiere su piccola scala per tutti coloro che percepiscono che il capitalismo è la morte sociale camuffata, una ferita aperta da cui il sangue dei dannati del mondo si sparge dovunque. Una vendetta su piccola scala per tutti noi che sentiamo di aver perso migliaia di belle giornate chiusi nei luoghi di lavoro, producendo profitto per i padroni; che abbiamo perso migliaia di bellissimi giorni imprigionati nei campi di concentramento, nei loro centri di detenzione aperti o chiusi e nelle carceri; che quotidianamente distruggiamo i nostri corpi per far fronte alla ridicole richieste del datore di lavoro; che diveniamo sacrificabili per non turbare la ricerca di profitto del capitalismo. Ecco perché queste azioni sono anche un segnale di solidarietà a chi, nella lettura di questo testo, troverà una parte di sé; una promessa che la lotta continua; una sfida aperta, perché abbiamo bisogno di compagni con cui creare legami militanti e prospettive collettive. Cerchiamo di realizzare la visione della libertà e della resistenza, così da diventare il peggiore incubo di chi ci vorrebbe con la testa china.

Le nostre relazioni e le nostre convinzioni sono piantate come un seme nella profondità del terreno. Fioriscono fuori dal gelido cemento come fenditure di vegetazione. Fioriscono ovunque e sempre. Questa volta, sono fiorite dalle fiamme e dai frammenti degli ordigni incendiario-esplosivi che abbiamo collocato esternamente e direttamente nelle proprietà di alcuni seguaci dell’abiezione capitalista, soggetti di cui abbiamo esperienza e che combattiamo all’interno del nostro territorio.

Assumiamo la responsabilità per gli attacchi incendiari contro le abitazioni di:

— Manolis Asariotis, giornalista della polizia per l’ANT1 (azienda greca attiva nell’ambito dei media e della comunicazione). Il suo ruolo di persona che sostiene appieno lo Stato ed esprime la propaganda del governo nei propri discorsi pubblici, essendo di fatto una sua estensione fisica; la sua totale coordinazione con gli ambienti (s)conosciuti dell’unità antiterrorismo, che pubblicizza informazioni false in modo da prendere di mira i compagni; l’opportunismo e l’astio contro gli anarchici, due aspetti che lo conducono a costruire un «reality show» attorno alle vite personali degli anarchici combattenti, riproponendo i racconti della polizia, costruendo la colpevolezza per molte persone, preparando il terreno alla loro repressione; il suo ruolo nel coprire tutti i crimini della polizia greca contro i combattenti, i migranti, gli esclusi; queste sono alcune dei motivazioni per cui siamo andati a trovarlo. La prossima volta in cui divulgherà notizie false e prenderà di mira le persone, che sia consapevole del fatto che la sua abitazione è conosciuta presso i nostri ambienti.

— Thanos Tzimeros, politico fascista. Il suo ruolo di pittoresco, anche se potenzialmente pericoloso, politico; le sue infami dichiarazioni pubbliche sui nostri morti, come Alexis Grigoropoulos e Pavlos Fissas, la sua immondizia razzista e xenofoba contro i migranti, la ripugnante riproposizione della teoria degli opposti estremismi (la teoria del ferro di cavallo), e l’equiparazione tra nazismo e comunismo; queste sono alcune tra le decine di ragioni per cui lo abbiamo visitato. Per chiarire la questione del nostro povero Thanos: forse non ha occupato alcuna posizione politica – anche se ha eletto tre membri nel consiglio regionale dell’Attica. Però è ancora una evidente voce dell’ala di estrema destra, del polo neoliberale, della narrazione conservatrice. La sua stupidità ci ha sorpresi ancora una volta, appena abbiamo saputo che sta effettuando una raccolta di fondi per raccogliere denaro e riparare l’entrata della sua abitazione che è stata incendiata. Stia tranquillo che adesso, conoscendo la sua casa, forse inaspettatamente gli offriremo il nostro contributo alla raccolta fondi.

— Ioanna Mandrou, giornalista di SKAI (azienda greca attiva nell’ambito dei media e della comunicazione), e suo marito, giudice. Nei media non si è riferito dell’attacco incendiario alla casa della coppia di autoritari. Il suo ruolo di predicatrice per i reportage giudiziari, ruolo basato sull’«obiettività» e sull’«informazione valida» che fuoriesce direttamente dal marito, che occupa una posizione importante nella gerarchia del sistema giudiziario; le sue costanti calunnie contro i prigionieri politici (ad esempio, nel caso della decisione negativa riguardo le giornate con permesso di uscita dal carcere per Dimitris Koufontinas) e i combattenti perseguiti; i suoi commenti offensivi contro Magda Fissa (che durante il processo è stata provocatoria nei confronti dell’assassino di suo figlio Pavlos Fissas); la sua responsabilità nella costante copertura di ogni scandalo politico ed economico (vedi, ad esempio, Novartis), in quanto instaura costantemente un’atmosfera di giustificazione sociale per le assoluzioni giudiziarie già stabilite in precedenza; il fatto che è politicamente organica al partito Nea Dimokratia [«Nuova Democrazia»], e che può essere notata ad ogni incontro, visita o riunione dei politici della ND (vedi il video del suo ballo all’evento del Ministro degli Affari Marittimi, Giannis Plakiotakis, insieme a tutta la feccia di estrema destra); il fatto che è una fanatica sostenitrice del fascismo, dei memoranda, della disuguaglianza sociale, della repressione statale; tutto questo ci è bastato per individuarla e colpirla. Facciamo sì che sia lei che suo marito tengano a mente che abbiamo ancora delle questioni in sospeso con loro. La scelta di Mandrou di esercitare pressione sui nostri compagni mediante calunnie, menzogne e altre fissazioni, aprendo le porte alla merda giudiziaria – come suo marito e i suoi compari di «alta classe», che hanno appeso i nostri compagni al cappio della prigionia – non resterà senza risposta.

— Manolis Themelis, poliziotto con una lunga carriera che ora è divenuto un politico locale accanto al sindaco (ed ex membro del Pasok) della municipalità di Nea Filadelfia, Giannis Vouros. Anche questo attacco non è stato menzionato dai media. Si tratta di un militante fascista, con un ruolo attivo nel trasmettere la strategia di governo nel suo quartiere. Ha lavorato come poliziotto presso la stazione di polizia di Omonoia – nota per la mole di brutalità e omicidi compiuti dai suoi poliziotti – occupando (tra le altre cose), negli ultimi anni, una posizione di rilievo nella tortura, nell’aggressione, nella vessazione e nell’umiliazione degli immigrati. Ha operato presso la polizia greca in svariati modi, replicando sempre la morale cannibalistica e sfruttatrice dominante. È uno dei tanti poliziotti «anonimi», ben sepolto nella melma del presunto anonimato garantito dalla loro posizione come organi esecutivi sacrificabili. Lo abbiamo fatto riemergere come esempio per ogni equivalente spazzatura umana, per ricordare loro che hanno preso scelte di vita molto specifiche e indelebili. Forse un regalo incendiario alle loro auto o all’ingresso delle loro case può aiutarli a ricordare che sono in prima linea nella guerra contro i rivoluzionari e i dannati, e che questa posizione per loro potrà avere un costo a livello personale.

La nostra più totale solidarietà ai compagni Kostantina Athanasopoulou, Dimitra Valavani e Giannis Michailidis, attualmente in carcere, a seguito di una operazione antiterrorismo.

Forza per i quattro compagni perseguitati per la loro partecipazione alla presunta organizzazione «Compagni», a seguito di un’operazione stupidamente orchestrata che tendeva a terrorizzare il movimento anarchico in generale.

Segnali di solidarietà e di forza al nostro compagno Gabriel Pombo da Silva, alle due compagne arrestate per l’incendio di un bancomat a Madrid, ai «tre della panchina» in Germania e a tutti gli anarchici, antiautoritari e antifascisti prigionieri in Russia e in Italia.

Il nostro pensiero per i detenuti che si rivoltano contro la condizione di isolamento all’interno delle carceri italiane, dopo la situazione di emergenza generalizzata.

Dentro i nostri cuori, le fiamme dell’insurrezione cilena stanno ancora bruciando, e non dimentichiamo né i morti, né i reclusi, né le persone che hanno conosciuto la brutalità della feccia in uniforme.

E siccome la memoria è un’arma a portata di mano, Lambros Fountas accompagna sempre i nostri cuori e le nostre lotte. Il 10 marzo non muore nessuno, il 10 marzo nascono i guerriglieri.

Gruppi Anarchici di Visita Notturna
[Αναρχικές Ομάδες Νυχτερινών Επισκέψεων]

P.S.: Consideriamo come non appropriato all’attuale situazione fare solo una frammentaria menzione sulla questione del Covid-19. Vorremmo giusto concentrarci similmente sugli esercizi forzati di distanziamento sociale, alienazione, auto-segregazione, solitudine, insicurezza e paura delle persone accanto a noi. Esercizi di consolidamento dello stato di emergenza, della militarizzazione della metropoli, della ristrutturazione capitalistica in termini di gestione militarizzata delle battaglie in campo sociale, della regolazione fluida ed elastica dei rapporti di lavoro attraverso il lavoro domestico e gli impegni temporanei, della distruzione di ogni sentire collettivo all’interno degli spazi di lavoro o nei terreni della riproduzione sociale. Esercizi a bocca e a occhi chiusi di fronte al moderno controllo panoptico aggiornato, telecamere termiche o di analisi biometrica immediata, droni silenziosi, giustificazione del tracking telefonico. Esercizi di insensibilità e apatia di fronte al totale dispiegarsi della moderna politica della morte e all’esclusione sociale di migranti, detenuti, senzatetto, persone che praticamente non potrebbero seguire il famigerato «restiamo a casa», perché non hanno una casa, o forse perché la loro «casa» è un luogo dove sono invisibilmente accumulati, senza cure mediche, perché non sono considerati come «persone normali», come «cittadini», ma come corpi superflui.

La gestione di questa «crisi sanitaria» in termini di guerra, è solo un altro punto della guerra sociale e di classe. È un attacco diretto dal regno dei privilegiati contro gli esclusi, perché non c’è una cella d’oro che li rinchiuda stoicamente, ma precari e sottopagati lunghi orari di lavoro, orari estenuanti, sprovvisti dei mezzi necessari per l’igiene, licenziamenti e disoccupazione, caccia di elemosine, grande ansia e insicurezza per ciò che verrà. La pacificazione di classe che si sta per inaugurare, affrontando il «nemico invisibile che minaccia la società», rende ancora più visibile dove dirigere il nostro fuoco. Ciò di cui abbiamo profondamente bisogno per comunicare con i nostri compagni, è che – al di là dei temi fondamentali della solidarietà, del mutuo appoggio e dell’autodifesa – questa circostanza ci trovi preparati. Mettiamoci nell’ottica di comunicare – parlare – organizzarsi – prepararsi. Così da poter stare sul nostro terreno, affrontando l’imminente crisi del capitale e la guerra contro di noi.


Traduzione in italiano a cura di F., a questo link (https://actforfree.nostate.net/?p=37353) si trova il testo in inglese e a quest’altro (https://athens.indymedia.org/post/1603938/) quello in greco. La rivendicazione in greco è stata pubblicata il 24 marzo 2020.

Scritti di Gabriel marzo-aprile 2020

Visto che fino ad oggi il nostro compagno Gabriel non ha scritto comunicati ufficiali, queste parole vogliono essere precisamente un comunicato/diario, oltre che un modo per condividere con quelle persone e compagnx piú affini quello che pensa in merito a diverse tematiche.

Lo stesso Gabriel ha chiesto esplicitamente alla sua compagna di selezionare quei frammenti (delle lettere a lei inviate) dove riflette-analizza e/o specula su questioni interessanti relative all’attuale situazione: il “coronavirus” in carcere, la situazione giudiziaria o le circostanze della sua prigionia.

Gabriel sta bene di salute e di spirito ed è pronto per la guerra che lo aspetta nelle galere dello Stato Spagnolo. Nonostante la sentenza definitiva del Tribunale Supremo di Lisbona che conferma la sua consegna allo Stato Spagnolo, non sappiamo ancora se le “autorità” lo consegnerebbero senza considerare lo “stato di emergenza” dichiarato in funzione della “pandemia” da “covid-19”. Di fatto questo stesso “stato di emergenza” impedisce (teoricamente) la consegna di prigionierx ad altri paesi durante tutta la sua durata.

Seguiranno maggiori informazioni.

Gabriel libero!

Tuttx liberx!

Viva l’Anarquia!

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8 marzo 2020

Ieri, ascoltando (vedendo) la TV avevo già indovinato che questi miserabili ci avrebbero lasciato senza colloqui e oggi… beh, oggi è stato un giorno di merda…

Tuttx erano (ovviamente) alteratx ... discussioni con x secondinx, conversazioni frenetiche tra tuttx e… la sintesi è molto semplice: gli stessi secondini hnno detto ai prigionieri (più alterati) di fare quello che volevano, sapendo che tanto si sarebbero assunti loro la responsabilità… si parlava di dar fuoco ad alcuni materassi (figurati, in un posto dove non circola l’aria!), di… che ne so! Ovviamente ho fatto loro capire quale fosse la vera strategia dei carcerieri (togliersi qualsiasi responsabilità e avere un pretesto per aggravare ancora di più la nostra situazione) e quale sarebbe dovuta essere la nostra. E la nostra, ovviamente, non passa di lì. Ho detto che sarebbe stato meglio aspettare che i nostri familiari si incontrassero fuori, si riunissero e decidessero la tattica migliore da seguire.

Nel momento in cui si avvicinava l´ora di mangiare, si è deciso di non entrare in mensa e rimandare il pranzo. Alcuni (credo due o tre) sono entrati… atto che ha generato una grande tensione. Ovviamente (con gli animi accesi) quelli che avevano deciso di entrare in mensa, quando sono usciti “le hanno prese”… si è montato un casino che non puoi nemmeno immaginare.

Insomma… hanno portato in isolamento sei o sette ragazzi… a noi altri ci hanno lasciati rinchiusi in cella… siamo comunque in isolamento ma nelle “nostre” celle.

E´ l´ora della cena… solo tre o quattro miserabili hanno bussato alla porta per mangiare; il resto continua in isolamento. Ignoro per quanto tempo ci terranno in questo stato. Suppongo che vogliano obbligarci (con la fame) a uscire uno a uno tutti obbedienti. Non ci informano di niente. Siamo come in una dittatura. Non so quando arriverà questa lettera (e se te la daranno). Ad ogni modo tranquilla… abbiamo passato cose peggiori: la dignità non ha prezzo!

Il peso di questa questione può avere una soluzione solo lì fuori. Noi (niente di più vero), siamo ostaggi assoluti di queste canaglie.

Avendo esperienza con queste controversie, mi risulta che mano a mano che la gente avrà fame (non tutti hanno cibo in cella), o abbia “astinenza” da tabacco o voglia di respirare un po’ d´aria, si arrenderà. Così è la vita. Io sono forte, ho vari pacchetti di biscotti e qualche frutto. Come diceva quell’adesivo: “scusate il disturbo ma ci stanno torturando”.

Fai in modo che si sappia tutto questo. Non so se mi lasceranno chiamare per telefono. Se non chiamo è perché non ci lasciano. (…)

9 marzo di mattina

La situazione, in questo preciso momento (tutto è “preventivo”: il regime ordinario che abbiamo, i colloqui, ecc), è la seguente: hanno creato due turni separati (divide et impera) per le uscite all’esterno della cella (…), ovviamente turni separati anche per la mensa e la doccia (…).

Il peggio non è questo (questo non è nient’altro che la conseguenza della protesta che si pretendeva organizzare per la questione dei colloqui), ma il fatto che ora la cosa più importante sia passata in secondo piano. Ovviamente il fatto che ci sia stata una protesta qui non si è sentito in nessun “mass-merda”… il peggio è che, poiché si è montato un casino con quelli che hanno optato per andare a mangiare, tutto è degenerato. E’ chiaro che in una protesta di questo tipo (che dovrebbe essere di lunga durata, organizzata -dentro come fuori – per noi come per i nostri familiari), non può succedere che si “picchino” coloro che non assecondano la maggioranza. Se meritano o no il disprezzo è un’altra questione. La questione fondamentale è che non tutti hanno i mezzi economici (e senza il vitto carcerario sono obbligati a soffrir la fame) e, ancora meno, coscienza di classe (o come la vogliono chiamare). Quindi è complicato. Ora hanno isolato tre ragazzi (che sono stati picchiati) e concluso qualsiasi possibilità di organizzare qualcosa di collettivo, di senso comune e pratico. Affanculo!

Questa storia dei colloqui si dovrebbe organizzare da fuori con una proposta di senso comune. I visitatori potrebbero entrare con guanti e mascherine e la questione (secondo la loro logica stupida) sarebbe risolta. Il senso “provvisorio” di queste misure può trasformarsi in “permanente” e così stare senza colloqui per mesi… questa è il fulcro della questione. E’ assurdo che applichino queste misure ai nostri familiari quando secondinx, infermierx, educatorx, ecc. entrano ed escono dal recinto “senza controllo”, siamo matti? (…)

Penso che una lotta per ridare il senso logico ax responsabilx di questa situazione debba passare attraverso una strategia collettiva organizzata da fuori. Come già mi hai anticipato, non si può nemmeno contare su uno spazio dove potrebbero incontrarsi i familiari… figurati! Noi anarchicx “sempre” spartanx e precarx in tutti gli aspetti.

10 marzo

E´ una fortuna, come mi hai detto oggi, che sia uscita in internet la mia versione dei fatti di ciò che è successo qui l´8 marzo… in caso contrario (e senza altre fonti da confrontare) sarebbe esistita solo la versione di ‘sti porci. Ora capisco perché oggi avevano (e hanno ancora) queste facce così… così afflitte, oltre a questi sguardi di odio che mi scivolano addosso. Non hanno neanche idea che, rispetto a quello che ho vissuto-passato, questo (per me) è da ridere (…). Immagino che questi imbecilli non sappiano nemmeno chi sono e le esperienze che accumulo in “guerricciole” carcerarie.

Qui non si è fatto quello che alcune guardie avrebbero voluto in complicità con i loro prigionieri leccaculo. Purtroppo alcuni di quelli che si sono ribellati (giustamente) non hanno capito ciò che stavo loro spiegando in merito a strategia e tattica… non hanno nemmeno capito la giocata macchiavellica che le guardie stavano cospirando con i loro lacchè. Niente di meno che bruciare dei materassi! Qui! In un posto dove non si aprono le finestre!

La mia esperienza-pratica (ossia la mia strategia) non avrebbe voluto essere disattesa. Rifiuto del vitto carcerario (gesto minimo), aspettare il giorno dopo per dire ai familiari che si riunissero in qualche posto “collettivamente” con x compagnx. Una proposta ragionevole era che i colloqui si sarebbero potuti fare con mascherine e guanti, evitando il contatto diretto. Pulizia con disinfettante (candeggina) della sala colloqui dopo ogni visita (che per questo hanno schiavi a sufficienza)…

Infine… aver spaccato la testa ai non scioperanti è stato ciò che ha reso più facile alle guardie applicare questo regime che abbiamo adesso. Però sono sicuro che se avessi lasciato bruciare i materassi a ‘sti matti, adesso saremmo messi molto peggio… però sono fottuti i tre ragazzini che sono stati incolpati di tutto il tumulto: conosceranno il F.I.E.S. portoghese nel carcere di Monsanto (sud del Portogallo). Sono solo caduti nella trappola di questi provocatori professionisti. Il loro unico “reato”: essere giovani e “stupidi”. I provocatori rimarranno impuniti e latenti per le prossime cospirazioni. La storia della vita (…), solo x disgraziatx si pigliano le botte…

(…) Il virus può aiutare la Natura affinché si riducano le emissioni inquinanti… forse se ne va affanculo il sistema economico e schiattano le società, chissà? Ad ogni modo è molto interessante osservare tutto ciò che può provocare una “bestiolina”… di questo stanno già prendendo nota i governi.

16 marzo

Con il fatto che oggi il responsabile delle guardie carcerarie ci ha vietato i pesi (scusa: il virus) e ci rinchiude in cella per mangiare, non ho molto di più da dire/raccontare sulla mia realtà attuale. Uno schifo!

17 marzo

Sono appena salito dopo le “mie” due ore d’aria (pomeridiane) che ho usato per fare flessioni e altri esercizi (visto che il responsabile delle guardie ci ha ritirato i pesi con la scusa del “coronavirus”).

(…) Infine, nulla di nuovo… ora tutto sta passando, quindi non ha più molto senso la fretta perché lo Stato (gli Stati) hanno altre priorità, come quella di garantire che circolino le merci (pura logistica) e garantire i lavori fondamentali per il “buon funzionamento” della macchina statale: poliziottx, carcerierx, militari, medici, équipe di pulizia, banchierx e poco altro…. il resto dex “cittadinx” può morire tranquillamente incarcerato “volontariamente” nei propri appartamenti/galere. Il panico è così grande che le masse si sottomettono volontariamente a tutto ciò che gli viene detto dalla Direzione Generale di Salute… è come nei film catastrofisti che piacciono tanto a me, e sta succedendo davvero! Allucinante!

Moltx si immaginerebbero un panorama accompagnato da rivolte, fuoco e saccheggi a profusione… ebbene no. Le strade le ha conquistate chi è più preparatx per questo tipo di scenari: sbirri e militari. X “ribelli” (cittadini progre) rimangono a casa appiccicatx a internet e tanto impotenti quanto il resto della cittadinanza.

Tornando al mio qui e ora, oggi il capo dei secondini ha isolato “provvisoriamente” un’altra volta un prigioniero per aver protestato (per le varie questioni che gli succedono) a “voce alta”… e, siccome ha la mano molto lunga, lo ha anche picchiato. La notte scorsa i secondini stavano cantando ubriachi. Gli unici detenuti che adesso mangiano in mensa (devono essere immuni al “coronavirus” come le guardie) sono i prigionieri leccaculo. Come vedi, qui come in libertà, l’unica legge che impera è la Legge del più forte. Selezionare x fedeli del regime e il resto a obbedire pena essere pestatx o rinchiusx. Il capetto può agire in totale impunità (e ancor di più adesso con lo stato di emergenza) perché nessun familiare potrà vedere e comunicare con chi è stato picchiato.

Fai circolare in internet i frammenti di ciò che ti sto raccontando su quello che stanno facendo qui ‘ste canaglie… magari oggi godono di impunità ma esiste sempre un domani e, in più, oggi lo voglio documentare affinché rimanga (…).

Suppongo che tentare di organizzare una risposta a ciò che sta succedendo adesso nelle carceri sarebbe quasi una missione impossibile… ed è impossibile perché la maggioranza della stessa società (dalla quale provengono x detenutx) è prigioniera dei governi e dei suoi militari. La propaganda dello stato e dei suoi vari “esperti” (medici, giornalistx, ecc) è estremamente potente: sotto gli occhi di tuttx le conseguenze. Solo il sabotaggio minoritario è in grado di provocare effetti e risposte a tanto bio-fascismo capitalista… non si deve aspettare “la massa” perché questa si comporta sempre come le detta lo stato-capitale. Vedremo (man mano che questo si dilunga nel tempo), quanto impiegheranno a scendere in piazza quando i loro frigoriferi saranno vuoti e quando le scarse risorse (economiche) risparmiate non saranno più sufficienti per i bisogni elementari; quando non potranno più abbracciare i loro familiari, amicx, amanti, prigionierx o lontanx geograficamente: si accontenteranno di riciclare? Si accontenteranno di internet e del cellulare? Sono domande retoriche, lo so… io stesso leggerò tra le righe ciò che avverrà. Tutto ha un limite; la paura passerà… e con un po’ di “fortuna” i governi cadranno.

19 marzo

In certi casi la soluzione a un conflitto può passare attraverso il “dialogo”… qualcosa a cui non sono abituato perché normalmente non sono io quello che cerca problemi ma, man mano che si presentano, tento di risolverli. Il dialogo è qualcosa che non mi riesce poi così bene con chi mi “violenta”… nella pratica capisco che alla violenza si deve rispondere con una violenza maggiore: più intelligente e incisiva… come diceva Sung Tzu ne “L’arte della guerra”: “quando decidi di combattere sii tu a scegliere il terreno e il momento più propizio”. E’ ovvio che gli enunciati di Sung Tzu in galera non abbiano troppa validità.

Il tecno-fascismo panottico trascorre nel qui e ora… devi contare su un materiale umano abbastanza precario (quando non deteriorato) che non si intende né di strategia né di tattica… se a questo ci aggiungi che il “terreno” (ossia lo spazio) è completamente in loro potere (è il dominio del carceriere), ti rimane solo l´improvvisazione e l´intelligenza per resistere (…).

Secondini e prigionieri leccaculo si sono alleati per discriminarci dal loro “regime di vita” esterno alle celle. Il cervello è il muscolo del saggio… e questo è il muscolo che utilizzo di più (ovviamente il loro muscolo preferito è la lingua…).

22 marzo

(…) In TV esiste solo il “virus” (…) se fossi credente sarei convinto che si tratta di un segnale “divino”… un castigo dello stesso Dio! Questo succede per essersi messi con l’Arcangelo Gabriele, favorito dell’”Altissimo”, je je je! Ejem…

Ora manca “solamente” che il Tribunale Supremo portoghese consulti la Legge e lasci da parte i telefoni… ho letto decine di volte lo scritto degli avvocati: è fatto benissimo! Solo un atto di malafede o di esplicita corruzione potrebbe dare ragione a quella stronza corrotta di Girona…

24 marzo

Sulla questione “covid-19″ e su come i diversi governi si stanno comportando (e la mancanza di risposta sociale), lo vedi: Francia è riuscita ad applicare la riforma alle pensioni di un colpo solo; Italia sta nazionalizzando le imprese a tutta velocità; Israele, con il fatto dell’”emergenza nazionale”, continuerà con “Netanyahu” al fronte (proprio adesso che c´era già un patto multilaterale per cacciarlo) e la “giustizia” si ferma (ovviamente anche i suoi processi per corruzione)… se c’era già una precarizzazione totale nel mercato del lavoro, ora rimangono direttamente escluse ampie maggioranze di lavoratori. Se si manterrà l´Euro come moneta unica si vedrà. Le città hanno dimostrato di essere (ciò che sono) veri e propri veleni, carceri proletarie che servono solo per amministrare miseria e morte. Per quanto riguarda le istituzioni totali di ogni tipo -carceri, manicomi, C.I.E.S., ospizi, ecc…- campi di sterminio selettivo. Questo virus ha messo le relazioni di potere in evidenza. Chi si sentiva “privilegiatx” nel vecchio ordine sociale ha scoperto di essere tanto contingente come lx altrx che guardava con disprezzo. Comandano l´economia e il potere, e a queste latitudini saranno sempre selettivi e ci saranno “tagli”. Seguendo la logica dei film catastrofisti: quando la Terra non sarà più abitabile, nelle “navi spaziali” ci sarà posto esclusivamente per x “piú qualificatx”: il Re e il suo seguito (il resto può morire).

Mi richiama l´attenzione come gli organi di propaganda mediatica (TV e stampa) stanno esercitando il loro potere… o come i laboratori ci stanno vendendo la “speranza” sotto forma di vaccino miracoloso. I cinesi stanno già iniettando (cavie umane non mancano) la loro formula; la Germania “pare” esserne vicina… sembra una competizione farmacologica per ridurre gli effetti virali… mentre “sogniamo” con la medicina miracolosa che ci libera dalla morte, ci abituiamo alla morte lenta del sistema capitalista. Fra poco ci faranno credere che il “razionamento” di manuali di alimentazione sarà il modello più razionale per la sopravvivenza della specie umana. Il capitalismo ci dirà che il “comunismo” sarà l´unica alternativa possibile: compagno cittadino io in alto e tu in basso!

Sono tempi molto interessanti (politicamente parlando), pieni di possibilità (inizio a simpatizzare con questa “bestiolina”): continueranno a ignorare il Re nudo? Più “bambinx” vedranno il potere nudo? Continueranno ad essere servx volontarx e ipocritx? Lo so… sono un’altra volta domande retoriche… l´unica cosa che so è che quanto peggio (l´economia) tanto meglio (per le alternative). Moltx hanno dimenticato che “x meno” sono/siamo “x piú” nel mondo e che l´unico virus nocivo che dobbiamo sterminare è il capitalismo e la sua violenza autoritaria che ci debilita inesorabilmente…

(…) Mi “diverte” osservare quanto siano ridicoli i potenti quando annunciano che “le forze di sicurezza” stanno facendo tutto il possibile per “il bene comune”… nemmeno loro sono “sicurx” del virus (infatti in Portogallo ci sono già squadre di sbirrx infettatx, medici, infermierx, politicx, ecc…) e la battaglia tra “il bene e il male” la lasciamo a Nietzche che sapeva quello che scriveva.

(…) Vabbeh, se sarò estradato o liberato si deve ancora decidere presso il Tribunale Supremo di questo paese e ciò, per il momento (e per qualche mese), non lo vedo… voglio dire che i Tribunali sono quasi congelati e poi (quando cominceranno a funzionare), dobbiamo considerare più o meno due mesi al Supremo e un po’ di più al Costituzionale (…).

La verità è che preferisco concentrarmi (e non “angosciarmi”) nelle cose più immediate come avere cura della mia salute, fare sport, leggere (…). Non sono condannato a morte né ho una malattia mortale… ciò che stiamo vivendo è una situazione di evidente persecuzione politica dove usano qualsiasi cosa per fottermi… ma questo non può prolungarsi ancora per molto (…) devo solo concentrarmi nel resistere (come ho sempre fatto) e riprendermi una volta per tutte la mia libertà.

26 marzo

Certo è che non succede nulla di nuovo… da quando si è reciso il legame con l´esterno, le uniche cose che son cambiate sono state il regime carcerario e il comportamento delle guardie e dei prigionieri: le guardie si credono “dio-in-terra” e i prigionieri strisciano come vermi per “godere” delle briciole alle spalle di altri prigionieri… l´osservazione della condotta degli uni e degli altri è interessante per coloro a cui piace la psicologia e addirittura l´antropologia…

(…) Sto aspettando che finisca il periodo del bio-fascismo e rispettive dittatura e reclusione totalitaria… in questo preciso istante sto vedendo in TV un “professore” che dice che dobbiamo abituarci a non baciarci e abbracciarci a breve e a lungo termine… sono malati! E´ un conforto saperci individui e non parte di una massa uniforme che si muove verso l´abisso.

27 marzo

(…) Mi sono fatto già l´idea di poter stare in queste condizioni fino a minimo fine aprile/primi di maggio… per fortuna che ho già delle esperienze (e senza “virus” minaccioso nel mezzo) di situazioni “profilattiche” e di “quarantene” varie… così che mi “adatto” (psicologicamente) senza difficoltà a queste situazioni di “emergenza”…

Per quanto riguarda il “virus” non saprei dirti se l´ho già fatto in maniera asintomatica o se, al contrario, qui non è nemmeno entrato… dei poco più di venti che siamo, dal momento che tra l´altro siamo separati (all’aria usciamo in otto persone) e personalmente mi relaziono solo con un altro, la vedo abbastanza difficile che io possa entrare in contatto con il collega-nocivo “coronavirus”… ma… non penso troppo a questo, preferisco fare flessioni, serie, addominali, e questo tipo di cose. Sono molto forte e grande. Ovviamente essere forti non è che sia una garanzia di nulla visto che la “bestiolina” attacca i polmoni e che questi sono proprio il mio tallone d´Achille fisico (…). Qui è da settimane che ci misurano la temperatura… l´unico rischio reale sono le guardie che vengono dall’”esterno”: sono l´unico “agente di rischio”… da quello che sto vedendo (in TV), x vecchiettx che stanno morendo negli ospizi sono stati infettatx dai loro “assistenti” (visto che anche loro sono rimastx senza visite più o meno nello stesso periodo dex detenutx) ax qualx non hanno mai fatto il “test”… e ciò considerato che ‘sto teatro di isolamento-sociale lo hanno organizzato teoricamente per “proteggere” i “gruppi a rischio”. Ovviamente nemmeno le guardie carcerarie vengono “testate”… “testano” solo le persone “sintomatiche”… infine… la questione del “prevenire” e del “razionalismo” del piano strategico di sanità è ridicola e assurda. Per non parlare del fatto che il rischio maggiore di essere infettato è rappresentato dagli ospedali e dal “servizio medico”. Tutto è demenziale… spero solo che finisca al più presto questa isteria collettiva perché niente e nessuno può “proteggerci” o “aver cura di noi”: tutto il contrario…

(…) Merda! Respinto il ricorso al Supremo! Arrivare in Spagna proprio in questo momento! E´ da “paura”… spero ritardino un po´ più di tempo, ma non mi faccio illusioni… arrivare giusto nel pieno di questa pandemia virale e caos totalitario nelle carceri… e io asmatico. Non hanno mai avuto una situazione tanto favorevole per togliermi di mezzo senza nemmeno sporcarsi le mani… cazzo!

30 marzo

Qui ho visto nella TV portoghese un video che i prigionieri di Custoias (Oporto) si sono fatti con un cellulare…. mi ha fatto sorridere vedere questi incappucciati minacciare con una “Revolução” di bruciare le carceri… visto che i mass-media hanno parlato di tre carcerieri infetti a Custoias, i prigionieri cominciano a imparanoiarsi con il “morire contagiati” e la TV parla già di una situazione insostenibile (promettendo indulti e altre cose del genere), nelle carceri del nord. Da quello che so e conosco delle prigioni più grandi di Oporto, è possibile che già questa settimana scoppi qualche rivolta… io direi che Custoias e Pasos de Ferreira saranno tra le prime. Sono galere sovraffollate (più di mille prigionieri cadauna) dove le guardie non hanno il controllo… non è come ‘sta merda dove degli appena trenta prigionieri si salvano due o tre e il resto non vale nemmeno per concimare un campo di patate.

Il fatto che creda che scoppieranno delle rivolte non è tanto per questo video (opportunamente filtrato dai mass-media) di incappucciati e quello che dicono (minacciano) succederà… ma perché conosco ciò che la paura e la sensazione di “ingiustizia” genera nex disperatx… d’altro canto (come noi) sono da un mese senza colloqui, senza cibo e senza droghe… e questa, aggiungendo il bombardamento mediatico sul virus, è la combinazione perfetta per una bufera (…).

(…) Hanno già iniziato a liberare prigionierx con pene (o residui di pene) inferiori a due anni… chi ha i permessi d´uscita (in Portogallo 1000 prigionierx su una popolazione totale di 12000) e anzianx-malatx… se consideriamo che la popolazione detenuta portoghese è la più vecchia d´Europa (il 30% supera i 60 anni), ciò suppone un gran numero di liberazioni… l´illusione come la disperazione sono i fattori di “controllo o caos”… visto che x tedeschx (e credo che Spagna e Italia abbiano fatto lo stesso) hanno già messo in pratica le raccomandazioni dell´O.N.U. liberando prigionierx, x portoghesx seguiranno questo “dictat”…

Che coincidenza! Giusto nel telegiornale di mezzogiorno (in questo momento) danno ancora la notizia dei prigionieri… dicono che hanno raddoppiato la quantità di ansiolitici (lo hanno detto proprio chiaramente); lo giustificano dicendo che la maggior parte sono tossicodipendenti e che, inoltre, in questa situazione di prigionia e ammucchiamento l’ansia e la paura si moltiplicano e bla bla bla… ecco…

1 aprile

La sentenza del Tribunale Supremo non spreco nemmeno tempo a leggerla… se avevo qualche “speranza” (per chiamarla così) nell’autonomia decisionale del Portogallo si è rivelata solo una illusione che non avrei mai dovuto nutrire, sapendo come so, che coloro che realmente comandano (prima nell’ombra e ora alla luce del sole) sono i servizi di “intelligence” e i loro sbirri nella “società civile”: poliziottx, giudici, giornalistx, ecc…

Il “virus” ha messo in evidenza quello che noi stavamo annunciando e sospettando da molto tempo: il capitale e lo stato sono il Moloch da distruggere… l´”Era” dex tecnocratx e dei “social-democraticx” ha già esaurito la propria “carta storica” davanti agli occhi di tutto il mondo. Chi da questo momento (e dopo “l´ultimo tocco” bio-fascista) continua a credere nei “Diritti” è direttamente un´imbecille patentatx…

In relazione alle misure di “prevenzione coronavirus” in prigione si è visto chiaramente dal primo momento chi sono statx x primx ax quali hanno iniziato a “ridurre” i propri “diritti” dall’inizio: tuttx coloro che hanno immagazzinatx come carne umana nelle loro istituzioni. A cosa è servito tagliare i colloqui se le guardie e x tecnicx della prigionia erano nelle istituzioni senza guanti né mascherina? La domanda è retorica perché la risposta sta mettendo in risalto, attraverso i fatti, chi è statx realmente a contagiare x vecchx negli ospizi… ora sta uscendo allo scoperto tutta la questione degli ospizi infetti in Portogallo… lo sono quasi tutti!

La direttrice del servizio sanitario Graça Freitas è la responsabile diretta delle decine di mortx e centinaia di contagiatx negli ospizi… e non solo! Non sarebbe stato “logico”, visto che ha dato un taglio a una possibile via di trasmissione (i colloqui con i familiari), che concludesse il circolo profilattico facendo analisi del covid-19 ai badanti e distribuendo guanti e mascherine agli stessi? Ovviamente! Però questa signora ha fatto la stessa cosa nelle galere! Solo adesso (dal 30 marzo) le guardie carcerarie entrano con guanti e mascherina…e, teoricamente, solo adesso faranno loro il “test”… e perché? Perché solo adesso è emerso pubblicamente che gli ospizi sono quasi tutti contaminati. E solo adesso (dal 28 marzo) hanno individuato tre guardie contagiate nel carcere di Custoias (Oporto)… oggi (1 aprile) si é saputo dalla TV che 25 “recluse” sono isolate nella prigione di Santa Cruz Do Bispo e almeno una ha dato positivo al covid-19… forse lx impiegatx istituzionali sono immuni al covid-19? Ovviamente no. Una lettura dei fatti ci dimostra che non c´è stata nemmeno una strategia pianificata né si sono adottate delle misure profilattiche adeguate. Semplicemente (la direttrice del servizio sanitario Graça Freitas, ndt) ha esercitato il proprio potere in quelle istituzioni a) perché “pazienti” e “prigionieri” non si possono difendere e b) perché guardie e badanti non mettono in dubbio il suo potere.

Un´altra questione è: come è stato possibile che x familiarx, amicx ecc. di prigionierx e pazienti abbiano permesso tutto ciò? Io ti rispondo: la fede cieca nelle autorità e nei tecnici; la stessa paura e la mancanza di risposte di fronte all’ignoto… è triste, però questo mette in evidenza come le illusioni e la fiducia che x “cittadinx” depongono nelle “autorità” permettano che queste le investano proprio affinché x loro stessx familiari si trasformino in prigionierx o pazienti, “muoiano” di negligenza autoritaria…

Isolatx, senza colloqui (in alcuni posti senza nemmeno posta nè telefonate), un segmento della società rimane alla mercé del Moloch bio-fascista… e la “società” rimane rinchiusa nelle proprie case senza diritto a scioperi, manifestazioni, lavoro, ecc… e i senza-tetto possono morire liberamente per strada o in padiglioni sportivi… abbiamo qui un ritratto della società capitalista! (…) Se sono stati capaci di rinchiudere tutta la società in quasi tutto il mondo, immaginati cosa possono fare con prigionierx, immigratx, anzianx e tuttx coloro che hanno nelle loro galere questx assassinx, genocidx!

Tutto questo che ti sto scrivendo puoi (e devi) pubblicarlo. Ovviamente ci potrebbero essere alternative per poter conciliare “quarantena” e “comunicazione esterna” ma non tuttx siamo uguali…

Nelle prossime settimane comincerà il dramma della comparsa del covid-19 in Portogallo… osservando la banda di incompetenti del ministero di Salute e Giustizia vedremo di quanti “camion frigorifero” per x mortx avranno bisogno nelle carceri e negli altri centri chiusi.

3 aprile

(…) Poco importa se è stato un laboratorio o la Natura ad aver creato questo virus… era necessario. E non ha nemmeno molta importanza che infetti me o mia madre. La Natura è implacabile e l’umanità deve imparare a rispettarla e a temerla. Non esiste una Natura “su misura” dell’essere umano, non è una “risorsa umana”. Tutta la superbia e l´arroganza scientifica umana deve sentirne il terrore. Questa volta il virus è stato benevolo, colpisce solo il 2% dell’umanità e ha risparmiato x bambinx. E´stato meno letale, classista, razzista e sessista del capitalismo. E´ curioso come si abbia più paura di un virus di questo tipo che non del capitalismo tecno-industriale… sono convinto che, se il capitalismo sarà distrutto, possiamo creare qualcosa di meglio… peggio del capitalismo (e rispettive varianti) non possiamo fare: questo è sicuro. Quindi spero che non si contenga, che sia naturalmente brutale… non mi piacerebbe che, se si limitasse ad uno “spavento”, si vedessero dex coglionx indossare magliette con su scritto: “Sono sopravvissutx al covid-19”. Il cinismo cittadinista deve rimanere sepolto. Questo non è l´11 settembre con “eroi” e “villani” che dopo lo “spavento” continuano a maledire qualsiasi cosa (…).

L´altro giorno ho visto una storia allucinante (o forse no) in TV: c´era un canale di televisione portoghese (TVI) che diffondeva la “notizia” di un ospizio… all’improvviso questo “team” di cameramen si rendono conto che una vecchietta stava tentando di scappare dal retro rimuovendo una recinzione… che hanno fatto i “giornalisti” che “informavano” (con tono allarmista) del dramma che si stava consumando lì dentro? Chiamare i badanti affinché rinchiudessero la vecchietta! La morale è molto semplice: non c´è empatia e/o simpatia per l´anziana che cerca la libertà, la possibilità di una opportunità di vita, no. Il dramma è per chi rimane incollato al televisore, è l´obiettività e il rigore dell’informazione… poi tira fuori il telefono e fai la spia affinché catturino la presunta “vecchia-infetta” che minaccia la “nostra” sicurezza: la vittima è un criminale! Quindi… ho simpatizzato con la vecchietta e ho augurato la peggiore delle morti a questi infami.

(…) Sono molto curioso di vedere come reagirà tutta la gente dopo questa prigionia forzata, come rimarrà l´economia, come si relazionerà la gente, appunto. Sopravviverà l’invenzione europea? Si apriranno le frontiere? Torneranno gli aerei a solcare i cieli da un posto all’altro? Se la disoccupazione sarà talmente massiva come è già previsto, che farà la gente? Quali saranno gli “effetti” della convivenza forzata alla quale tuttx sono stati sottomessx? Sono domande che suscitano realmente il mio interesse e la mia curiosità. Mi chiedo anche fino a quando e quanto x “cittadinx” saranno dispostx a stare in “quarantena” obbligatoria.

4 aprile

(…) Sto vedendo (e analizzando) le “notizie” di regime sulle analisi sierologiche che si stanno proponendo di fare (o che si stanno direttamente facendo) in paesi come Germania, Inghilterra, Francia, Italia, Stati Uniti e Cina per vedere quali persone sono immuni al virus. Tutto questo ci sta indicando che il nuovo mercato liberale sta già selezionando la manodopera “più adatta”… questa “emergenza” mondiale ha fornito gli Stati e il Capitale di una ingente quantità di dati di carattere “privato” sui suoi “cittadini” e clienti… ora quindi proveranno sulla propria pelle quello che significa stare in F.I.E.S, in primo grado, in secondo grado e/o regime aperto. A tempo pieno sempre chi ha la divisa: poliziottx, militari e carcerierx; controllori e banchierx… (…) e comunque l’esperienza della “quarantena” lx ha già preparatx per il loro ingresso nella “prigione-live”: rinchiusx e senza diritti; vigilatx e senza “controllo” sulle loro esistenze.

 

ORA CHE SIAMO TUTTX PRIGIONIERX

Ora che siamo tuttx prigionierx sappiamo cosa significa avere nostalgia, odiare e amare…

Avere nostalgia di passeggiare sotto il cielo mentre il mare si infrange sulle rocce.

Avere nostalgia di incontrarsi con lx amicx e poterlx abbracciare.

Avere nostalgia degli amori che adoriamo baciare.

Avere nostalgia di tutto ciò che oggi non ci permettono di godere.

Ora che siamo tuttx prigionierx sappiamo cosa significa odiare…

Odiare la monotonia e le conversazioni noiose dalle quali non possiamo fuggire.

Odiare la prigionia infetta che limita e soffoca tutta la nostra libertà.

Odiare i giorni e le notti che si susseguono così, senza nulla di più.

Odiare i comportamenti egoisti dex altrx e che da solx non possiamo evitare.

Ora che siamo tuttx prigionierx sappiamo cosa significa amare…

Amare la natura che ci permette di respirare.

Amare l´intelligenza che ci invita a sognare.

Amare la sensibilità che ci fa godere.

Amare la libertà di poter essere e stare.

Ora che siamo tuttx prigionierx: è tempo di riflettere…

Gabriel Pombo Da Silva
Oporto – 29 marzo 2020

 

Trasferimento di Gabriel in Spagna

Il nostro compagno è stato consegnato allo Stato Spagnolo stamattina (13 maggio) ed è attualmente nel carcere di Badajoz (Extremadura). Sta bene ed è forte come sempre. Sicuramente dovrá rimanere 14 giorni in quarantena obbligatoria per poi, pensiamo, essere trasferito in un altro carcere. Seguiranno per questo maggiori informazioni.

Nonostante non ci sia la garanzia che le poste funzioneranno con regolarità, è ovvio che non sarà un virus il responsabile del fatto che potrebbero non arrivargli le lettere dex suox carx e dex compagnx solidali. Sarebbe meglio spedire lettere raccomandate (anche visti alcuni problemi recenti avuti nel carcere della Polizia Giudiziaria di Oporto dove, solo documentando gli invii con raccomandata, Gabriel ho potuto ricevere la corrispondenza).

Gabriel Pombo Da Silva

Carretera de Olivenza, km 7.3

06001 Badajoz

España

GABRIEL LIBERO!

TUTTX LIBERX!

VIVA L´ANARCHIA!

Imminente consegna di Gabriel alle autorità spagnole

Il nostro compagno è stato consegnato allo Stato Spagnolo stamattina (13 maggio) ed è attualmente nel carcere di Badajoz (Extremadura). Sta bene ed è forte come sempre. Sicuramente dovrá rimanere 14 giorni in quarantena obbligatoria per poi, pensiamo, essere trasferito in un altro carcere. Seguiranno per questo maggiori informazioni.

Nonostante non ci sia la garanzia che le poste funzioneranno con regolarità, è ovvio che non sarà un virus il responsabile del fatto che potrebbero non arrivargli le lettere dex suox carx e dex compagnx solidali. Sarebbe meglio spedire lettere raccomandate (anche visti alcuni problemi recenti avuti nel carcere della Polizia Giudiziaria di Oporto dove, solo documentando gli invii con raccomandata, Gabriel ho potuto ricevere la corrispondenza).

Gabriel Pombo Da Silva

Carretera de Olivenza, km 7.3

06001 Badajoz

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GABRIEL LIBERO!